Limnological seminars

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The last ten seminars:


20/12/2018 Maria Belen Sathicq "Río de la Plata (Argentina) coastal estuarine system: phytoplankton composition and water quality assessment"
04/12/2018 Mauro Bernabei "La Basilica della Natività a Betlemme e altre storie di dendrocronologia"
20/11/2018 Nicola Colombo, Franco Salerno, Michele Freppaz "Permafrost, rock glaciers e ghiacciai influenzano le caratteristiche fisiche e chimiche dei laghi d'alta quota (Alpi Occidentali)"
13/11/2018 Radames Bionda "La conservazione della biodiversità nelle Aree protette dell'Ossola"
06/11/2018 Alberto Orgiazzi "Biodiversità del suolo, dal DNA alla prima mappa europea"
30/10/2018 Andreas Bruder "Ecology of aquatic hyphomycetes and the role of biodiversity"
16/10/2018 Nicoletta Ademollo "Dinamiche di microinquinanti organici persistenti ed emergenti negli ecosistemi marini polari"
09/10/2018 Enrico Zanoletti e Cristina Viani "Guida agli itinerari glaciologici italiani: tre percorsi tra Alpi Pennine e Lepontine"
04/10/2018 Lien Rodriguez Lopez "Efectos del incremento de radiacion UV sobre los ecosistemas dulceacuicolas"
12/09/2018 Paola Grenni "Effetti della contaminazione ambientale e valutazione dei servizi ecosistemici di regolazione forniti dalle comunità microbiche naturali"

11 dic. 2018 - Maria Belen Sathicq

20181211 Seminario Sathiq

Río de la Plata (Argentina) coastal estuarine system: phytoplankton composition and water quality assessment

Presenta: Maria Belen Sathicq

ILPLA - Instituto de Limnología "Dr. Raúl A. Ringuelet

Río de la Plata is a large temperate coastal plain estuarine system, located in South America between Argentina and Uruguay, with an area of 35500 km2. The freshwater zone of Argentinean coast of Río de la Plata, known as Franja Costera Sur, has great importance from a socio-economic perspective, with 12.8 million people living in Buenos Aires city and its metropolitan area. The high urbanization and industrialization level that concentrates on the inner zone of the estuary generates an input of pollutants that pose multiple threats to both, the biota and human health. Among these pollutants, nutrients and organic matter enter in the system through the waterways that cross the coastal cities, and the poorly treated effluent sewages. Their effects have been more evident in the past few decades, manifesting themselves with increasing trophic changes and the development of more frequent cyanobacterial blooms.
In this sense, changes in the phytoplanktonic composition are important indicators of the ecological condition and environmental health. During the last years, studies regarding phytoplankton were focused on exploring the structural and functional responses of the assemblages of the freshwater zone to the environmental changes, to assess the water quality and ultimately contribute to the decision making process required to improve the environmental status and the resource quality.

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04 dic. 2018 - Mauro Bernabei

20181204 Seminario Bernabei

La Basilica della Natività a Betlemme e altre storie di dendrocronologia

Presenta: Mauro Bernabei

CNR IVALSA - Trento

La dendrocronologia è la scienza che studia gli anelli di accrescimento degli alberi in relazione al tempo. Si basa sul principio secondo cui l'ampiezza dell'anello annuale è largamente influenzata dall'ambiente in cui la pianta è cresciuta, in particolare dal clima. La datazione dendrocronologica si ottiene confrontando gli anelli di accrescimento del campione da datare con una corrispondente cronologia di riferimento o master. La forza della datazione ottenuta in questo modo consiste nel fornire un cardine cronologico oggettivo e indipendente, noto anche come termine post quem, punto di partenza per ogni successiva analisi storica. Le cronologie di riferimento sono gli strumenti fondamentali per la buona riuscita delle datazioni: la loro estensione è passata dalle poche centinaia di anni del 2003, agli oltre 11000 di oggi, grazie ai campioni raccolti nei siti d'alta quota del Trentino. Nella presentazione saranno brevemente illustrate alcune applicazioni, tra cui le ricerche condotte sul Campanile di Giotto e sul Battistero di Firenze, gli studi eseguiti a Moregine/Pompei, sugli strumenti musicali della Collezione Cherubini presso il Museo dell'Accademia a Firenze e sulla Basilica della Natività di Betlemme. Infine, saranno presentati i risultati riguardanti gli anni 774 e 993 AD, quando si verificò un rapido aumento delle concentrazioni atmosferiche di radiocarbonio a livello planetario.

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20 nov. 2018 - Nicola Colombo, Franco Salerno, Michele Freppaz

20181120 Seminario CSF

Permafrost, rock glaciers e ghiacciai influenzano le caratteristiche fisiche e chimiche dei laghi d'alta quota (Alpi Occidentali)

Presentano: Nicola Colombo1, Franco Salerno2, Michele Freppaz1

(1) Università di Torino – DISAFA; (2) CNR IRSA Sede di Brugherio

Elementi della criosfera come permafrost, rock glaciers e ghiacciai sono in grado di influenzare le dinamiche fisiche e chimiche dei laghi d'alta montagna, specialmente nel contesto dell'attuale rapida evoluzione climatica. La degradazione del permafrost (terreno permanentemente congelato) può facilitare il rilascio di acque mineralizzate all'interno dei laghi a causa della fusione del ghiaccio sotterraneo e dell'incremento dei processi di weathering su superfici minerali recentemente scongelate. Analoghi processi avvengono nei ghiacciai rocciosi, che sono considerati come forme geomorfologiche indicatrici della presenza di permafrost con ghiaccio. Anche la fusione dei ghiacciai può comportare un incremento del contenuto dei soluti nelle acque superficiali a causa dell'aumento dei tempi di residenza delle acque all'interno dei sistemi idrologici glaciali e della recente esposizione di superfici minerali agli agenti atmosferici. In genere, gli effetti maggiori dell'evoluzione degli elementi criosferici sulle caratteristiche delle acque sono riscontrabili alla fine della stagione estiva e all'inizio dell'autunno, quando il contributo della fusione nivale è limitato o nullo. Pur essendo tali processi oramai evidenti, indagini su laghi d'alta quota caratterizzati da differenti condizioni criosferiche nei loro bacini sono rare e geograficamente limitate. Inoltre, pochi studi sono stati dedicati all'indagine della variabilità temporale della qualità delle acque di tali laghi durante la stagione estiva. In questo lavoro presentiamo i risultati di una ricerca multidisciplinare che ha avuto come obiettivo lo studio delle caratteristiche fisiche e chimiche di laghi d'alta quota ubicati nel sito LTER Istituto Mosso (Macrosito Ambienti d'alta quota delle Alpi Nord Occidentali) facente parte della Rete Italiana per la Ricerca Ecologica di Lungo Termine (LTER-Italia).

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06 nov. 2018 - Alberto Orgiazzi

20181106 Seminario Orgiazzi

Biodiversità del suolo, dal DNA alla prima mappa europea

Presenta: Alberto Orgiazzi

Joint Research Centre - Ispra (VA)
European Soil Data Centre (ESDAC)

Il suolo ospita una varietà di organismi incredibile. Si stima che un quarto della vita sul nostro pianeta si trovi sotto i nostri piedi. Molta di questa biodiversità rimane ancora sconosciuta, così come la sua geografia. Tuttavia, essendo un terzo dei suoli sulla Terra in stato di degrado, è molto probabile che lo sia anche la sua biodiversità. La pubblicazione nel 2016 del primo atlante globale della biodiversità del suolo ha mostrato come i servizi e benefici riconducibili alla diversità di vita nel suolo siano imprescindibili per consentire uno sviluppo sostenibile al nostro pianeta. Dalla produzione di cibo, attraverso l'impatto sulla crescita di piante, alla regolazione del clima, mediante l'effetto sui cicli biogeochimici, la biodiversità del suolo gioca un ruolo importante per il sostentamento del genere umano e il funzionamento degli ecosistemi. In questo contesto, si registra un crescente interesse, sia scientifico che politico, verso lo studio della distribuzione su larga scala della biodiversità del suolo. Le nuove tecnologie, basate sul sequenziamento di DNA direttamente estratto da campioni ambientali, consentono una qualità di analisi impensabile fino a pochi anni fa. Il progetto LUCAS (Land Use/Cover Area frame statistical Survey) Soil, il più vasto campionamento europeo di suolo coordinato dal Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea, sta lavorando alla prima mappatura della biodiversità del suolo in Europa. 28 nazioni, 1000 campioni di suolo fresco e 3 regioni bersaglio per il sequenziamento del DNA consentiranno di ottenere una prima stima della diversità di organismi del suolo nel vecchio continente. I dati ottenuti porteranno inoltre ad una migliore comprensione dello stato di salute dei suoli europei, favorendo lo sviluppo di strategie per la riduzione di possibili minacce e il potenziamento di nuovi campi di ricerca, quali l'ecologia dell'erosione del suolo e la conservazione della biodiversità del suolo. Non meno importante, LUCAS Soil contribuirà alla prima valutazione globale sullo stato della biodiversità del suolo.

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