Limnological seminars

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The last ten seminars:


12/09/2018 Paola Grenni "Effetti della contaminazione ambientale e valutazione dei servizi ecosistemici di regolazione forniti dalle comunità microbiche naturali"
24/07/2018 Luca Cavigioli "Le vipere e gli altri serpenti del VCO. Riconoscimento e casistica morsi"
17/07/2018 Nicola Silvestri "Come salvare il lago di Massaciuccoli (LU): il punto di vista dell'agronomo"
10/07/2018 Olga Mangoni "La comunità fitoplanctonica del Mare di Ross nell'Oceano Meridionale in cambiamento"
19/06/2018 Rosario Mosello, Massimo Carcione e Laura Puppieni "Le prime fasi dell'inquinamento del Lago d'Orta da documenti dell'archivio storico del CNR ISE e dal portale "I giornali del Piemonte"
12/06/2018 Marcela Bastidas Navarro "Bacterial communities in mountain lakes from North-Patagonian Andes: from diversity to function"
05/06/2018 Rayanne Barros Setubal "Functional diversity and ecosystem process: an empirical approach"
29/05/2018 Stefano Polesello "Studio dei processi di trasporto e distribuzione dei contaminanti per la protezione di ambiente e salute: il caso dei composti perfluoroalchilici (PFAS) in Veneto"
22/05/2018 Federico Aulenta "Nuovi processi bioelettrochimici per il trattamento in situ di acque sotterranee contaminate da idrocarburi"
15/05/2018 Alessandro Balestrieri "Nutria (Myocastor coypu) o lontra (Lutra lutra)? Ospiti indesiderati e possibili ritorni"

12 set. 2018 - Paola Grenni

20180912 Grenni

Effetti della contaminazione ambientale e valutazione dei servizi ecosistemici di regolazione forniti dalle comunità microbiche naturali

Presenta: Paola Grenni

CNR IRSA sede di Roma

La contaminazione degli ecosistemi acquatici e terrestri è una problematica complessa legata alla co-presenza di diverse classi di contaminanti di cui alcuni normati e per i quali gli effetti tossici sono noti (es. pesticidi, PCB, idrocarburi policiclici aromatici, ecc.) e di altri (contaminanti emergenti) per i quali non sono stati ancora stabiliti i limiti di legge e le concentrazioni di effetto, come per esempio alcuni prodotti per la cura personale e i farmaci. Questi ultimi sono molecole altamente reattive anche a basse concentrazioni e la loro presenza può costituire un rischio per la salute dell'uomo e dell'ambiente per possibili effetti sub-letali. Gli ecosistemi hanno la capacità di rispondere alla presenza di contaminanti e di recuperare il loro stato di buona qualità attraverso il servizio ecosistemico di Regolazione, fornito principalmente dalle comunità microbiche naturali responsabili della loro biodegradazione. Infatti i microrganismi, grazie alla loro grande adattabilità e capacità di rispondere ai cambiamenti ambientali in tempi molto brevi, hanno un ruolo chiave nella degradazione dei contaminati, mostrando capacità di resistenza e di resilienza nei confronti dei contaminanti stessi. L'analisi delle comunità microbiche naturali permette di definire lo stato di qualità e la capacità potenziale di recupero naturale di un ecosistema, gli effetti della contaminazione multipla anche a concentrazioni residuali che possono non essere rilevate da analisi chimiche puntuali. Gli effetti diretti degli xenobiotici su una comunità microbica naturale si possono riflettere in cambiamenti nella sua struttura, in termini di perdita di biodiversità, con possibili conseguenze su importanti funzioni ecosistemiche. Allo stesso modo la presenza di contaminanti può indurre alcune popolazioni microbiche ad adattarsi e sviluppare capacità degradative nei loro confronti e la loro presenza può dunque essere considerata indicatrice di recupero, fornendo uno strumento di indagine utile a supportare i controlli analitici di routine.

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24 lug. 2018 - Luca Cavigioli

20180724 Seminario Cavigioli

Le vipere e gli altri serpenti del VCO. Riconoscimento e casistica morsi

Presenta: Luca Cavigioli

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Il territorio del VCO, a cavallo tra Prealpi ed Alpi, non è stato oggetto di una imponente cementificazione e banalizzazione del territorio come quella avvenuta nella pianura antistante. I paesaggi naturali sono ancora ampi e caratterizzati da una buona biodiversità ed, in questa, anche l'erpetofauna è ben rappresentata e conta diverse specie di serpenti autoctoni, tra cui due appartenenti al genere Vipera.
Nonostante la presenza storica dei serpenti nel VCO (ma il concetto si potrebbe estendere a tutto il panorama nazionale), la cultura naturalistica popolare nei loro riguardi è scarsa, lacunosa e spesso ricca di errori e false credenze. Per riconoscere una vipera da un serpente innocuo, viene normalmente consigliato di osservare se la testa sia triangolare, il corpo tozzo e la coda corta, ma questi rappresentano davvero caratteri discriminanti validi e sufficienti? In questo seminario saranno analizzate in senso critico le caratteristiche utili al riconoscimento delle diverse specie ed, in particolare, alla distinzione tra le vipere e gli altri serpenti nostrani.
Verranno inoltre presentati alcuni dati riguardanti la casistica dei morsi di vipera, i principali effetti dovuti all'avvelenamento e le norme comportamentali da tenere in caso di morsi.

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17 lug. 2018 - Nicola Silvestri

20180717 Silvestri

Come salvare il lago di Massaciuccoli (LU): il punto di vista dell'agronomo

Presenta: Nicola Silvestri

Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali, Università di Pisa

Il lago di Massaciuccoli (il più ampio corpo idrico superficiale della Toscana) rappresenta un interessante caso-studio in considerazione delle numerose problematiche che minacciano l'integrità dell'ecosistema lacustre e la gestione dei territori contermini.
Eutrofizzazione, subsidenza, rischio idraulico, deflusso minimo vitale, irrigazione, ingresso di specie aliene, sono solo alcune delle tematiche da affrontare all'interno di un contesto sociale reso difficile dai numerosi e contrastanti interessi promossi dai diversi stakeholders coinvolti.
L'agronomo, seppure chiamato a muoversi in un ambiente che tradizionalmente non gli è congeniale, può offrire un contributo prezioso sia per integrare le conoscenze di ricercatori con un background culturale diverso, sia per mettere a punto soluzioni che risultino sostenibili da un punto di vista scientifico ed economico-sociale.

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10 lug. 2018 - Olga Mangoni

20180710 Mangoni

La comunità fitoplanctonica del Mare di Ross nell'Oceano Meridionale in cambiamento

Presenta: Olga Mangoni

Dipartimento di Biologia, Università di Napoli Federico II

Lo studio della risposta del fitoplancton alle forzanti ambientali è di cruciale importanza per individuare e prevedere le modificazioni dell'ecosistema marino in relazione ai cambiamenti climatici in atto. Due gruppi funzionali, le diatomee e le Haptoficeae (Phaeocystis antarctica) dominano le comunità fitoplanctoniche nel Mare di Ross e la prevalenza di un gruppo rispetto all'altro ha un grande impatto sul destino e sul trasferimento di carbonio attraverso la rete trofica. Il protrarsi del periodo di copertura dei ghiacci nel Mare di Ross Occidentale, associato con un considerevole aumento della biomassa e variazione della struttura in taglia del fitoplancton, osservato negli ultimi anni, potrebbe avere un profondo impatto sulla struttura trofica dell'intero ecosistema (alterazione nella taglia degli erbivori, cambiamento nella dieta dei pinguini, etc). Inoltre, a Baia Terra Nova, all'inizio dell'estate, sono state osservate fioriture anomale di P. antartica in forma coloniale con potenziale effetto sui processi di drawdown della CO2.
In particolare, la Dott.ssa Mangoni affronta nella sua presentazione i meccanismi che modulano la distribuzione della comunità fitoplanctonica (in termini di biomassa, struttura dimensionale, gruppi funzionali) e la loro fotofisiologia in differenti contesti ecologici del Mare di Ross, in differenti anni. Gli studi sono stati effettuati nell'ambito del Programma di Ricerca in Antartide, in cui la Dott.ssa Mangoni è coinvolta dal 1994 a tutt'oggi.

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